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PREMIO ALLA CARRIERA

Laura Morante nasce il 21 agosto 1956 a Santa Fiora, in provincia di Grosseto, in una famiglia dove la cultura e l'arte sono di casa, il padre, infatti, è lo scrittore e giornalista Marcello Morante, fratello minore di Elsa.

La sua carriera artistica comincia con la danza ed ha fatto  parte del grupo I DANZATORI SCALZI di Patrizia Cerroni.

Sin da giovanissima  poi è coinvolta dal palcoscenico, dove debutta con Carmelo Bene, per cui recita in diverse pièce teatrali come Riccardo III e S.A.D.E..

Nel 1980 arriva anche l'esordio al cinema nei panni di una giovane tossicodipendente in Oggetti smarriti di Giuseppe Bertolucci, fratello minore di Bernardo, con cui poi lavorerà l'anno seguente in La tragedia di un uomo ridicolo (1981) con Ugo Tognazzi e Anouk Aimée. È solo al suo terzo lavoro quando incontra sulla sua strada Nanni Moretti, regista che più di chiunque altro l'ha messa sotto i riflettori, prima con Sogni d'oro (1981) e poi soprattutto con Bianca (1984). Nel 1983 una Morante che ha da poco iniziato a calcare la scena del grande schermo, si ritrova a condividere il set con un divo come Jean-Louis Trintignant in Colpire al cuore di Gianni Amelio. È proprio all'inizio degli anni '80 che, oltre a prendere parte a produzioni italiane con registi del calibro di Mario Monicelli, partecipa anche ad alcune di stampo francese. Si trasferisce in Francia per ragioni private più che professionali e qui continua a lavorare con registi francesi come Bruno Gantillon, Alain Tanner,  Alain Klarer, Pascal Kane, Pierre Granier Deferre, Bruno Herbulot.  Qualche anno dopo, sempre in Francia,   partecipa anche a due grossi  spettacoli teatrali ”L’Hygiène de l’Assassin”  di Gé rard Desarthe e in “”Pandora” di Georges Lavaudant.

Donna di grande drammaticità, la permanenza nella capitale francese le permette anche di entrare in contatto non solo col cinema francese, ma europeo in generale; è così che diventa la protagonista nel 1986 del portoghese À flor do mar.

Continua al contempo a lavorare anche in Italia, viene diretta infatti nuovamente da Amelio in I ragazzi di via Panisperna (1989) e si misura con la commedia accanto a Diego Abatantuono e Fabrizio Bentivoglio in Turné (1990) di Gabriele Salvatores, dimostrando grande naturalità anche in ruoli più leggeri, così come farà più tardi anche con Ferie d'agosto (1996) di Paolo Virzì.

Nel 1997 protagonizza La mirada del otro di Vicente Aranda e  due anni dopo torna a recitare in Italia, dove vince il Globo d'oro per la sua interpretazione ne L'anniversario (1999). Il nuovo millennio la vede far ritorno in Italia, prendere parte a una nuova commedia, Liberate i pesci! (2000) di Cristina Comencini, e aggiudicarsi un David di Donatello e un Ciak d'oro per La stanza del figlio (2001), dove viene diretta per la terza volta da Nanni Moretti. Nonostante il ritorno in patria, sono ancora molti i registi internazionali che desiderano lavorare con lei a cominciare dall'inglese Mike Figgis con Hotel(2001) a John Malkovich con Danza di sangue - Dancer Upstairs (2002) fino a un mito del cinema francese come Alain Resnais in Cuori (2006) e a Laurent Tirard in “Molière” di Laurent Tirard con Fabrice Luchini e Romain Duris.

Nello Stivale oltre a riprendere in mano le redini del teatro, interpreta la scrittrice Sibilla Aleramo in Un viaggio chiamato amore (2002), accanto a Stefano Accorsi nei panni di Dino Campana. Viene diretta da Gabriele Muccino in Ricordati di me(2003), con il quale riceve sia una candidatura ai David di Donatello che ai Nastri d'argento - doppia nomina che riceverà senza vincere anche con Liscio (2006). Il Nastro, però, se lo aggiudica nel 2004 con la commedia L'amore è eterno finché dura di e con Carlo Verdone, di cui interpreta la moglie; abbandonati i ruoli drammatici che aveva caratterizzato gli inizi della sua carriera, segue la scia della commedia anche con il film di Sergio CastellittoLa bellezza del somaro (2010).

In questi anni inizia anche una fruttuosa collaborazione con Pupi Avati, che la vede protagonista di tre lavori da lui diretti: Il nascondiglio (2007) e Il figlio più piccolo (2010) per il cinema e Con il sole negli occhi (2015) in TV. La Morante sperimenta anche la regia, portando sul grande schermo Ciliegine (2012), con cui si aggiudica un Globo come Miglior rivelazione, e Assolo (2016), commedie di cui è anche protagonista. Nel 2015 le viene conferito il Nastro d'argento europeo e ormai indirizzatasi pienamente verso ruoli più disimpegnati, condivide ben due volte il set con Marco Giallini in Ogni maledetto Natale(2014) e Se Dio vuole(2015), mentre nel 2018 è protagonista insieme a Rocco Papaleo di Bob & Marys e partecipa nel film Una storia senza nomedi Roberto Andò e nella commedia La profezia dell’ armadillo di Emanuele Scaringi.

Nel 2018 ha pubblicato per La Nave di Teseo il suo primo libro “Brividi immorali. Racconti e interludi”.

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