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Fuori
Mario Martone

Grande cinema

117 min

Italia
2025




Lunedì 1 dic 19:00
Cines Callao
Proiezione terminata

Roma, 1980. La scrittrice Goliarda Sapienza finisce in carcere per aver rubato dei gioielli, ma l'incontro con alcune giovani detenute si rivela per lei un’esperienza di rinascita.
Uscite di prigione, in una calda estate romana, le donne continuano a frequentarsi e Goliarda stringe un legame profondo con Roberta, delinquente abituale e attivista politica.
Un rapporto che nessuno, fuori, può riuscire a comprendere ma grazie al quale Goliarda ritrova la gioia di vivere e la spinta a scrivere.

NOTE DI REGIA:
“Fuori” è un film dedicato a Goliarda Sapienza (1924 - 1996), una delle voci più importanti della letteratura italiana del XX secolo. È stata riscoperta dopo la sua morte, quando è stato pubblicato, prima in Germania e poi in Francia, “L'arte della gioia”, il capolavoro a cui ha dedicato dieci anni della sua vita. Solo dopo il successo ottenuto all'estero, Einaudi pubblicò il romanzo anche in Italia nel 2008. Scrittrice, attrice, intellettuale libera e anarchica, Goliarda Sapienza sfugge a definizioni semplici. Figlia di genitori atei e socialisti considerati sovversivi dal regime fascista, grazie a una borsa di studio, a 16 anni entrò all'Accademia d'Arte Drammatica di Roma. Terminati gli studi, si dedicò al teatro e, più tardi, al cinema, sotto la direzione, tra gli altri, di Visconti, Blasetti e Citto Maselli, suo compagno per gran parte della vita. Ha vissuto anni molto intensi in cui, oltre a recitare, ha girato documentari con Maselli, ha partecipato alla stesura di sceneggiature e ha frequentato il mondo intellettuale della capitale. La morte della madre nel 1953 l'ha portata a una grave crisi e persino a un tentativo di suicidio, al ricovero in ospedale e alla terribile esperienza dell'elettroshock, che ha cercato di superare attraverso un altrettanto doloroso processo di psicoanalisi. A metà degli anni '60 abbandonò la psicoanalisi e iniziò il suo ritorno alla vita attraverso la scrittura. Da quel momento dedicò completamente la sua esistenza alla scrittura, che divenne la sua missione fino al completamento del suo grande romanzo, L'arte della gioia, alla fine degli anni '70. Fino al giorno della sua morte cercò un editore per il romanzo, ma senza successo. Goliarda Sapienza raggiunse il grande pubblico dopo la pubblicazione postuma del romanzo L'arte della gioia, seguita dalla pubblicazione di molte altre sue opere inedite. Dalla sua riscoperta ad oggi, si susseguono monografie, studi critici, opere teatrali, incontri e letture a lei dedicati. Era in anticipo sui tempi e oggi la scrittrice è amata in Italia e all'estero. Il suo sguardo appare sempre più profetico e attuale nella sua aspirazione radicale alla libertà personale e collettiva. La vita fuori si concentra su un momento decisivo della biografia della scrittrice, l'arresto che subì nel 1980 dopo quello che la stessa Sapienza descrisse come un gesto provocatorio, il furto di alcuni gioielli di un'amica. Dopo il rifiuto di tutte le case editrici di L'arte della gioia, ebbe gravi problemi economici ed era delusa dall'ambiente intellettuale, che dimostrava di non essere affatto pronto ad accogliere la sconcertante libertà delle sue pagine. Goliarda Sapienza finì nel carcere romano di Rebibbia per un breve periodo. Si è trovata faccia a faccia con la realtà quotidiana della detenzione e ha affrontato il carcere spinta dal desiderio di raccontarla. Agli occhi dell'intellettuale, allora cinquantenne, il carcere si è rivelato lo specchio degli squilibri e delle ingiustizie della società, ma anche un luogo dove, senza differenze di classe, si riscoprono la solidarietà, l'amicizia e le autentiche relazioni umane. Il carcere, quel “pianeta sconosciuto che ruota in un'orbita molto vicina alla nostra città”, fu per lei un capitolo decisivo, sia dal punto di vista esistenziale che artistico. Da questa esperienza nacquero le sue due opere La prigione di Rebibbia e Le certezze del dubbio, in cui espresse le sue riflessioni sulla sua condizione carceraria e sulla società che fa da contrappeso al carcere. Goliarda Sapienza arrivò ad affermare che la prigione è la forma più evidente di reclusione, ma che fuori, nella società civile, esistono forme più sottili, ma non meno pericolose, di oppressione e limitazione della libertà. Rinnovata dall'amicizia delle giovani detenute che incontrerà una volta fuori dal carcere, Goliarda Sapienza si è riconciliata con il suo ruolo di intellettuale e scrittrice dando voce con la sua scrittura a quelle amiche, quelle sorelle, quelle figlie, con cui sentiva di condividere il destino che aveva scoperto proprio in quella “placenta” che era stata per lei la prigione.

 

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SCHEDA TECNICA

  • CAST

    Valeria Golino, Matilda De Angelis, Elodie, Corrado Fortuna, Stefano Dionisi, Antonio Gerardi, Francesco Gheghi

  • SCENEGGIATURA

    Mario Martone, Ippolita Di Majo

  • FOTOGRAFIA

    Paolo Carnera

  • MONTAGGIO

    Jacopo Quadri

  • SCENOGRAFIA

    Carmine Guarino

  • COSTUMI

    Loredana Buscemi

  • MUSICA

    Valerio Vigliar

  • PRODUTTORE

    Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri, Toufik Ayadi, Christophe Barral, Jean Labadie, Alice Labadie

  • PRODUZIONE

    Indigo Film, The Apartment, Srab Films, Rai Cinema, con el apoyo de la Regione Lazio

  • DISTRIBUZIONE

    Avalón (España)

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