Familia
Francesco Costabile
120 min
Italia
2024
VOSE
Luigi Celeste ha vent'anni e vive con sua madre Licia e suo fratello Alessandro, i tre sono uniti da un legame profondo. Sono quasi dieci anni che nessuno di loro vede Franco, compagno e padre, che ha reso l'infanzia dei due ragazzi e la giovinezza di Licia un ricordo fatto di paura e prevaricazione.
Luigi sperimenta la vita della strada e, alla ricerca di un senso di appartenenza e di identità, si unisce a un gruppo di estrema destra dove respira ancora rabbia e sopraffazione.
Un giorno Franco torna, rivuole i suoi figli, rivuole la sua famiglia, ma è un uomo che avvelena tutto ciò che tocca e rende chi ama prigioniero della sua ombra.
Quella di Luigi e della sua famiglia è una storia che arriva al fondo dell'abisso per compiere un percorso di rinascita, costi quel che costi.
NOTE DI REGIA:
FAMILIA è un melodramma nero, contamina diversi linguaggi tipici del cinema di genere: dal thriller psicologico, al cinema horror fino al film a tematica sociale. In questa contaminazione c'è il desiderio di sperimentare, coinvolgere lo spettatore, andare in profondità e rendere questo racconto universale. Il cinema, come strumento esperienziale, ci permette di conoscere microcosmi inaccessibili, ci permette di sviscerare le emozioni, aprire la narrazione ad una complessità di sguardo e di pensiero. FAMILIA si pone questo obiettivo, raccontare la violenza, soprattutto quella psicologica e assistita; mostrarne le ferite profonde che segnano l'infanzia, per sempre.
C'è un filo sottile, un legame che unisce Gigi a suo padre, è un legame che sopravvive nel tempo e che porterà Gigi a rincontrare suo padre, mettendo a rischio gli equilibri dell'intera famiglia.
Gigi è attratto da quell'ombra ma ne ha anche paura. Perché sa che in fondo quell'ombra gli appartiene e che non potrà mai liberarsene.
La violenza assistita, quella che Gigi ha vissuto da bambino, si trasforma in rabbia. Gigi diventerà a sua volta un uomo violento, avvicinandosi ai movimenti di estrema destra e facendo del fascismo una religione, una seconda famiglia, un luogo di appartenenza che gli dà sicurezza e conforto.
Denunciare, uscire da contesti tossici relazionali, è un gesto non semplice, per nessuna donna o persona vittima di violenza fisica o psicologica. Non è facile per una donna rinunciare al proprio progetto di vita, dire di no al proprio compagno, superare i sensi di colpa, la vergogna, la paura di essere dalla parte sbagliata, la paura di essere giudicata o condannata. C'è ancora uno stigma sociale molto forte che impedisce a tante donne di denunciare. È il motivo per cui il personaggio di Licia, una donna che prova a reagire alle violenze subite, finisce per ripiombare nella stessa spirale, sopraffatta dal senso di colpa, tradita dallo stato e dalle istituzioni a cui si è rivolta. Perché esiste una violenza che è tutta istituzionale che abbandona queste donne al proprio destino, fino alle più tragiche conseguenze.
Essermi imbattuto in questo caso di cronaca, l'aver conosciuto la famiglia Celeste, mi ha permesso di iniziare una ricerca e una documentazione che si è estesa ai centri antiviolenza in tutta Italia. Aver esteso l'indagine e la ricerca verso i centri anti violenza mi ha permesso di avere un quadro più articolato e complesso in una narrazione che, come già detto, spesso risulta superficiale e confinata al dato cronachistico.
Il film è anche un atto di denuncia, un monito ad ascoltare e intervenire ad ogni minimo segnale, ad ogni richiesta di aiuto; perché spesso le denunce e le segnalazioni finiscono nel pantano burocratico. E la storia della famiglia Celeste ci racconta anche questo, una famiglia che viene abbandonata dalle istituzioni, che finisce per implodere su sé stessa con le sue più tragiche conseguenze.
L'intera architettura visiva del film può essere sintetizzata in un unico ambiente che, a livello simbolico, racchiude l'intera narrazione. L'immaginario del film ruota attorno all'idea di carcere. Gigi è prigioniero di innumerevoli gabbie, prigioni che sono innanzitutto emotive.
Visivamente FAMILIA dovrebbe restituire, soprattutto sul piano scenografico, questa idea di compressione e prigione emotiva. Una periferia che è di per sé violenta, ai confini con la città, dove il cemento finisce e inizia l'aperta campagna romana. Un contrasto, un ossimoro visivo, capace di restituire la violenza del racconto. Una struttura fatta di quinte, soglie da superare, impedimenti, geometrie rigide da costruire. Per me qualsiasi operazione artistica deve essere subordinata all'emozione e al racconto cinematografico. Se si costruisce una base solida di realtà è possibile trasfigurare, utilizzare i generi cinematografici, senza perdere di intensità e valorizzando l'intera opera.
Un materiale drammaturgico così denso rischia di essere sovrabbondante, sovraccarico, perdere la sua forza ed emotività. Per scongiurare questo rischio è importante sdrammatizzare, dosare le emozioni, senza depotenziare il racconto cinematografico. È un lavoro importante perché la struttura ellittica, a tratti sincopata della sceneggiatura, ci pone davanti una scelta, una riflessione importante sul punto di vista. Nel mio cinema è molto importante stare vicino all'attore, esplorare i suoi stati psicologici attraverso il primo piano.
Questa intenzione va calibrata con i pesi specifici del film, a volte è necessaria una distanza, uno sguardo meno partecipe. Una differenziazione del punto di vista che è fondamentale per equilibrare la materia del film stesso.
FAMILIA è un film che si presta ad una contaminazione di genere, credo che sia un arricchimento in grado di stratificare il linguaggio e i livelli di lettura dell'intera opera. Il cinema è bello nelle sue più svariate forme e nei suoi differenti linguaggi; sarebbe stupido pensare che un genere, uno stile di regia, sia più giusto rispetto ad un altro. Ogni linguaggio ha la sua forza e credo altamente nel potere che ha la finzione di scavare nella realtà, restituirci una verità più profonda e articolata, andare oltre la superficie delle cose. Come scrive Robert Bresson nei suoi appunti di regia: La realtà bruta non darà da sola qualcosa di vero.
PREMI E FESTIVAL
Cinema Italian Style - Seattle 2025
Cinema Made in Italy - Copenhagen 2025
CinemaItaliaOggi - Poland 2025
David di Donatello 2025: Miglior attore non protagonista (Francesco Di Leva)
Festa do Cinema Italiano 2025: Competitiva
Festival del Cinema Italiano in Giappone 2025
ICFF Italian Contemporary Film Festival 2025
Italian Film Festival Berlin 2025: Competition
Journées du Cinéma Italien - Nice 2025: Compétition Officielle
MittelCinemaFest 2025
NICE Italian Film Festival Ireland 2025
Open Roads: New Italian Cinema 2025
Semana de Cine Italiano - Buenos Aires 2025
Ajaccio Italian Film Festival 2024: Compétition - Prix jeunes, Prix des médiathèques et bibliothèques
Appuntamento con il cinema italiano - Istanbul 2024
Busan International Film Festival 2024: World Cinema
Cinema Made in Italy - Atene 2024
Cinema Made in Italy - Balcani 2024
Festival Cinéma Méditerranéen de Bruxelles 2024: Panorama
Festival do Rio 2024: Expectations
Festival Dolce Cinema 2024: Compétition
Festival du Cinéma Italien de Montélimar - Le Teil 2024: Femmes en lutte
Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano 2024: Panorama Contemporáneo Internacional
Italian Contemporary Film Week - Ankara 2024
La Biennale di Venezia 2024: Orizzonti - Miglior attore (Francesco Gheghi)
Les rencontres du cinéma italien à Toulouse 2024: Compétition - Prix du Jury, Prix du Meileur Jeune Acteur (Francesco Gheghi)
MittelCinemaFest 2024
Mostra de Cinema Italià de Barcelona 2024
Settimana del cinema italiano contemporaneo - Ankara 2024
SCHEDA TECNICA
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CAST
Francesco Gheghi, Barbara Ronchi, Francesco Di Leva, Marco Cicalese, Francesco De Lucia, Tecla Insolia, Enrico Borrello, Giancarmine Ursillo, Carmelo Tedesco, Edoardo Paccapelo
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SCENEGGIATURA
Francesco Costabile, Vittorio Moroni, Adriano Chiarelli, dal libro “Non sarà sempre così” di Luigi Celeste
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FOTOGRAFIA
Giuseppe Maio
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MONTAGGIO
Cristiano Travaglioli
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SCENOGRAFIA
Luca Servino
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COSTUMI
Luca Costigliolo
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MUSICA
Valerio Vigliar
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PRODUTTORE
Attilio De Razza, Nicola Picone, Nicola Giuliano, Pierpaolo Verga
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PRODUZIONE
Tramp Limited, Indigo Film, O' Groove, con la contribución del Ministerio de Cultura de Italia
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DISTRIBUZIONE
True Colours - Glorious Films [Italia]


