GIULIO BASE, IL DIRETTORE ARTISTICO DI QUESTA EDIZIONE
10-11-2025 - NOTIZIE
Giulio Base
Il cinema – la nostra amatissima settima arte – custodisce da sempre una funzione insieme paradossale e miracolosa: testimoniare la realtà e, nello stesso tempo, trascenderla. È documento e visione, memoria e profezia, radice e slancio. Nessun’altra disciplina riesce a fondere con tale intensità l’immediatezza del reale e la vertigine dell’immaginazione.
Un festival che si ponga al servizio di questa arte non può ridursi a semplice vetrina di titoli: esso diventa polis culturale, comunità effimera e al contempo necessaria, che si rigenera ogni anno attorno a un’idea di cinema e di mondo. È laboratorio di pensiero, luogo di interrogazione, orizzonte di dialogo.
E lo fa in Spagna, a Madrid, città che da secoli dialoga con l’Italia e ne condivide affinità profonde nell’arte, nella letteratura, nella musica, nel teatro. Portare qui il cinema italiano significa collocarlo in uno spazio vitale e cosmopolita, dove gli sguardi si intrecciano e i linguaggi si fecondano reciprocamente.
In tale prospettiva, la direzione artistica assume il compito più alto: non solo plasmare un programma, ma orientarlo; non solo ordinare opere, ma comporre un disegno. Ogni selezione diventa gesto critico e poetico, atto estetico e insieme etico.
La mia esperienza, maturata in oltre quarant’anni di cinema – come attore, sceneggiatore, regista, produttore, e negli ultimi anni anche come selezionatore e direttore di un altro prestigioso festival internazionale quale quello di Torino – mi conduce oggi a leggere le opere come tessere di un mosaico più ampio, capaci di illuminarsi reciprocamente e di restituire un senso d’insieme.
Il programma di quest’anno si articola secondo questa visione:
- Concorso Cortometraggi come fucina dei talenti futuri.
- Concorso Documentari come sismografo inquieto del presente.
- Nuovi Autori come spazio in cui la regia nasce dall’ibridazione con altre discipline artistiche.
- Il Grande Cinema Italiano come summa di un linguaggio che sa essere insieme popolare e autoriale.
- Festival Off come memoria viva: tributi, rarità, opere dedicate ai più giovani, perché senza radici e senza eredi non vi è futuro.
A rendere questo disegno ancora più concreto, ogni film sarà accompagnato dalla presenza di un talento – regista, attore, autore – che ne testimonierà la genesi e il percorso. È un valore aggiunto che considero imprescindibile e che ho potuto rendere possibile grazie alla mia appartenenza al mestiere e ai legami di amicizia e stima coltivati in tanti anni all’interno del cinema italiano.
Al centro, come asse portante, il dialogo Italia–Spagna: due culture autonome ma sorelle, che nel cinema trovano uno specchio reciproco e una promessa di arricchimento condiviso.
Tutto ciò nasce da una convinzione che non è solo estetica, ma antropologica: il cinema è linguaggio universale, eppure ogni festival reca con sé una responsabilità specifica. A Madrid questa responsabilità è duplice: testimoniare la vitalità del cinema italiano e costruire un ponte saldo con la cultura spagnola. Un ponte che non sia mera celebrazione, ma scambio vitale, amicizia culturale destinata a perdurare.
Viviamo in un’epoca attraversata da mutamenti repentini, da crisi e da incertezze globali che mettono in questione antiche certezze. In questo scenario, il cinema non offre soluzioni immediate, ma apre interrogativi, suscita coscienza, dilata lo spazio del pensiero. Non chiude i mondi: li spalanca.
Il Festival del Cinema Italiano di Madrid, giunto alla sua maggiore età, assume dunque questa missione: non soltanto luogo di proiezione, ma spazio di riflessione; non soltanto calendario di appuntamenti, ma piattaforma di dialogo culturale; non soltanto vetrina del nostro cinema, ma voce che porta l’Italia nel cuore di Madrid, e da Madrid la fa risuonare in Europa e nel mondo.
Giulio Base
Direttore Artistico – 18º Festival del Cinema Italiano di Madrid


