Gianni Canova

FC'è un'altra Italia, nei documentari italiani prodotti nelle ultime stagioni. Un'Italia diversa da quella fatua e scintillante che ancheggia e ridacchia discinta e spensierata nei reality e nei talkshow della Tv, ma diversa anche da quella spesso purtroppo prevedibile e stereotipata messa in scena da certo cinema di finzione. E' come se - nella crisi di linguaggi, di codici e di sguardi che caratterizza la videocrazia imperante - il documentario fosse rimasto uno dei pochi territori ancora capaci di ricerca, di sperimentazione, di provocazione. E in cui è ancora possibile interrogarsi sul senso, sulle storie, sulle forme di rappresentazione con cui una società decide cosa raccontare di sé, e cosa ricordare.

I dieci titoli selezionati per la rassegna di Madrid cercano di essere un campione il più possibile rappresentativo dei percorso di ricerca in atto: spasso più appassionanti di un film di finzione, capaci di "mordere" gli universi sociali di riferimento, i titoli proposti immergono lo sguardo nel rimosso di un paese e di una cultura, raccontando condizioni sociali (Signori Professori), etniche (Io, la mia famiglia rom e Woody Allen), antropologiche (Pinuccio Loviero) e culturali (Armando e la politica) che testimoniano di una realtà fortunatamente più complessa e meno piattamente omologata di quanto possa pensare un osservatore frettoloso e superficiale. Al di là dei budget spesso esigui e limitati, il livello qualitativo di tutti i titoli proposti è decisamente eccellente. Si respira cinema, a pieni polmoni. E ci si interroga - fra le righe, senza supponenza né saccenteria - su cosa sia oggi il cinema documentario, e su cosa lo differenzi - se c'è differenza… - dal cinema e dai film che documentari non sono.

Gianni Canova




Maurizio Di Rienzo

6 cortometraggi 'fiction', 2 animazioni, 1 docufiction, 1 film…

Muto. Programma eterogeneo, indicativo, qualitativo per focalizzare una parte della migliore produzione 2009 (produzione? Lode a chi realizza e investe sui corti dannatamente poco remunerativi ma d'impatto e formativi oltre che amati dal pubblico quando si riesce a mostrarglieli fra festival e rassegne meritorie anche all'estero come è questa in Madrid…) in cui la tecnica narrativa e l'originalità danno ai generi cinematografici cui riferire questi 10 film brevi un senso di equilibrio fra tradizione all'italiana e sguardo contemporaneo.

Il gioco di Adriano Giannini (già operatore, e si vede, figlio d'arte tecnica, da 6 anni anche attore e doppiatore doc) da uno schizzo di Andrea Camilleri costruisce un vivido schema ritmato geometrico teso fra sette bambini in spiaggia sicula re-immaginati 65anni fa ma magari oggi è uguale.

L'amore è un giogo di Andrea Rovetta va su percorsi di sorpresa finale (lo switch, cambio di situazione) dopo una fallimentare cinica notte di poker. Neri Marcorè il looser (forse) Mattia Sbragia l'avido, Cecilia Dazzi in flashback in un divertente gioco delle parti per un'alba beffarda.

L'arbitro di Paolo Zucca esemplifica in biancoenero alla Ciprì&Maresco televisivi il calcio di terza categoria, rito polveroso ma folle che non cambia se celebrato in periferia lombrosiana del mondo italico (Sardegna) ove due ladruncoli s'incrociano. Stilizzazioni, gestualità, volti, urla, campi e controcampi, diverte e fa paura questo microcosmo al maschile non fosse che il più trucido dei tifosi imbufaliti è una vecchietta…

Luigi Indelicato di Bruno&Fabrizio Urso, altro sud, Catania, ambiguità dell'amicizia, pizzo e ricatto, riscatto e conseguenze, un tempo sospeso, pochi ambienti, poche parole, regia attenta e ambientazione da pièce, finale che colpisce (davvero) ma che non chiude la storia. Qui il pregio del corto…Segnalazione per l'intensità non banale del 'falegname' Ignazio Barcellona.

TV di Andrea Zaccariello in una Roma esattoriale mette a confronto l'umanità rara di una impiegata (Michela Cescon, recupero crediti e recupero umanità) e un debitore fantasioso e furbo (Salvatore Cantalupo, maschera esemplare) per un dialogo ponderoso su massimi sistemi e minime cifre, metafora dell'attuale andare sotto la linea di galleggiamento vitale.

Uerra di Paolo Sassanelli (attore noto e poliedrico qui debuttante regista) torna a Bari vecchia 1944, dignitosa povertà e americani in città, per ricordare alla lontana suo padre e costruire un teorema da casa/cortile in cui uomini litigiosi amici (impagabili in dialetto di fuoco Dino Abbrescia e Totò Onnis) bambini scorazzanti e donne padrone rispecchiano la guerra che fu fra giochi di ruolo, scatti infantili, colori non folklore.

Nuvole, mani di Simone Massi. Le suggestioni concatenate, inventive, poetiche, inconsce dell'autore fra i più originali della giovane animazione italiana (che necessiterebbe di molta più attenzione produttiva, infatti questo corto è made in France!) che coniuga natura e uomini, bene e male, animali e oggetti, colori e oscurità, e lascia al fluire del bel disegno il compito di risvegliarci l'anima. E un po' inquietarla.

U' sciroccu di Marta Palazzo-Daniele Scali-Jacopo Lanza. Lavoro di diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia sezione animazione. Divertente e icastico raccontino su donne d'un tempo al sud che per lo svolazzare di un indumento intimo grazie al vento perdono la trebisonda e… corto essenziale e gustoso, sonorizzato con poco ma tanto basta, favoletta realistica al femminile.

Mille giorni di Vito di Elisabetta Pandimiglio. Prezioso antiretorico e non didattico, anzi autoriale in senso pieno, complesso lavoro fra documento narrazione e video arte (per tagli di montaggio e inquadrature a tratti 'aliene') dedicato ai bambini che dopo avere vissuto fino ai tre anni in carcere con le madri detenute, vi ritornano settimanalmente per strare un po' con loro. Claustrofobia, cortocircuiti emotivi, ricordi sensazioni paure, in una sospensione di tempo dolore crescita resa con partecipe rigore.

Muto di Blu (pseudonimo di un conosciuto street artist di Bologna che lavora ispirato da disegno, graffito, illustrazione, fumetto). Carrellata fra stop motion e video metropolitana di disegni sovrapposti cineticamente su due muri (uno a Baden, uno a Buenos Aires) argentini) in cui il writing si anima e racconta di una creatura fra nascita e morte che mangia e muta insaziabile per evitare la sua 'cancellazione'. Pittura appunto cinetica con tecnica basica fra sarcasmo e angoscia.

Maurizio Di Rienzo




TONI SERVILLO: LA INTENSIDAD Y LA ELEGANCIA

Toni Servillo, gran actor, promotor y creador teatral, desmiente cualquier lugar común. Excelente en la pantalla como en el escenario. Nacido en Afragola, en la provincia de Caserta, es un hombre del sur, elegante e implacable, siempre autónomo. Fundador del Teatro Studio de Caserta, colaborador del grupo Falso Movimento de Mario Martone, fundador de Teatri Uniti. Como actor y director ha trabajado en el entramado poético de la lengua teatral napolitana. Ha tratado los clásicos de manera novedosa, a favor de lo imprevisible; con una actitud emotiva que no se enfrenta a la tradición como si fuera muerta, o encerrada en un museo, sino haciendo que esa hable como si fuera algo vivo. La dirección y la representación para él se convierten en una ocasión democrática de una "sugerencia" para el público. Naturalidad, inmediatez, mínimos gestos, miradas: intensidad. No hay actor que pueda expresar como él hace el máximo de los sentimientos y de las emociones con el mínimo de los medios: su manera de estar en el escenario o en la pantalla es perfectamente sobria y a la vez intensa. Es único. Pertenece a la tradición de los grandes actores capaces de concentrar sobre sí la atención del público. Un "mattatore" capaz de atraer todas las miradas, gracias a su pasión. Un actor necesario para el cine y para el teatro, que representa calidad y compromiso, intensidad y elegancia.




JURADO CORTOMETRAJES

Pilar García Elegido - Asesora de Cine de la Comunidad de Madrid
César Vallejo - Subdirector de Miradas 2 de Televisión española
Ismael Martín - Director de Madrid en corto
Isabel Coll - Presidenta de la Plataforma Nuevos realizadores
Miguel Angel Barroso - Realizador y crítico cinematográfico




JURADO DOCUMENTALES

Gregorio Esteban Barrojo - Escenógrafo
Ana Fernández Valbuena - Dramaturga y Subdirectora de la RESAD (Real Escuela Superior de Arte Dramático)
Antonio Delgado Liz - Asesor de Cine del Área de las Artes del Ayuntamiento de Madrid y Director del Festival Internacional de Documentales de Madrid






Las proyecciones se desarrollarán
del 24 al 30 de noviembre de 2009
en el Cine Estudio
del Círculo de Bellas Artes de Madrid
Calle Marqués de Casa Riera 2
28014 Madrid

EDICIÓN ANTERIOR: edición 2008 desarrollado por inquattro.com