Premi

Paolo Mereghetti

In un anno che si era aperto sotto i migliori auspici riguardo al recupero di credibilità del cinema italiano e che invece rischia di chiudersi con qualche delusione di troppo (ci riferiamo naturalmente al responso del box office), le notizie migliori sembrano venire da quella variegata schiera di nomi nuovi e nuovissimi che si sono affacciati sui nostri schermi. E’ da loro che sono arrivate le suggestioni più interessanti e le proposte più stimolanti di fronte a un cinema “adulto” (o meglio sarebbe dire: vecchio) che sembra già aver esaurito la sua carica.

Se guardiamo ai dieci film che presentiamo, ben otto sono esordi, alcuni anche di valore assoluto. Tutti dimostrano un’ambizione di stile che fa ben sperare per la loro carriera ma anche per un cinema italiano che sembrava essersi intorpidito di fronte a commedie non sempre inappuntabili. E tutti (compresi anche i due “veterani”, Stefano Chiantini e Emanuele Crialese) dimostrano una capacità di entrare in rapporto con la realtà che li circonda che è segno di autentica maturità. Nessuno chiude gli occhi di fronte ai problemi e alle contraddizioni dell’Italia di oggi, ma nessuno sembra neanche adattarsi dentro discorsi scontati o prevedibili: il Sud, la famiglia, i giovani, gli immigrati, i rapporti di classe, la Storia, persino gli “extra terrestri” sono raccontati con una novità di approccio che fa ben sperare. E che permette di scommettere positivamente sul futuro, delle loro carriere ma anche del cinema italiano.

Paolo Mereghetti

 

Istituto Italiano di Cultura di Madrid

Definire il documentario in maniera univoca è un compito praticamente impossibile, tanti sono i punti di contatto con gli altri generi che risulta sempre più difficile tracciare un criterio che lo delimiti. In questa edizione i dieci documentari selezionati confermano che si tratta di un mezzo straordinario attraverso il quale raccontare una realtà, un’epoca, dei personaggi, un luogo. A partire da Fughe e Approdi, che ci presenta un viaggio attraverso le Isole Eolie per ripercorrere la storia del cinema italiano, ad Andata e ritorno, che ci racconta la Catania degli anni ‘80 attraverso i suoi artisti per confrontarla con quel che è diventata oggi, passando per un road movie attraverso la geografia italiana che tenta di capire se siamo capaci di immaginarci un futuro, Piazza Garibaldi.
E la musica, con Questa storia qua, che ci accompagna attraverso la storia più intima della vita del cantautore Vasco Rossi per riscoprire un’intera generazione, fino a Valzer dello Zecchino che, grazie alle storie di vita di alcune famiglie durante il concorso canoro, ci racconta ciò che unisce e differenzia il nord e il sud dell’Italia. La musica e l’arte, con Quiproquo, che si interroga sul significato dell’avanguardia e ci mostra le relazioni che uniscono arte e vita; un documentario sull’artista Piero Guccione e uno su Schuberth, lo stilista della dolce vita, oltre a temi strettamente sociali: l’emigrazione e la disperazione per la perdita del posto di lavoro con Ritals e Pugni chiusi. Tutte opere originali e significative su realtà che la cinepresa riprende con fedeltà attraverso il filtro dello sguardo del regista. Un trattamento creativo della realtà italiana, opera di autori che resistono all’omologazione, che credono fermamente nell’importante ruolo sociale del documentario e, in definitiva, nell’utilità del cinema.

Istituto Italiano di Cultura di Madrid
 

 

Maurizio di Rienzo

10 cortometraggi eterogenei premiati non solo in Italia. Alcuni visivamente coraggiosi e inconsueti; alcuni rivelatori di sguardi talentuosi. Infanzia, lavoro, psiche, famiglia, perdite, i temi più evidenti; due le commedie fra cui un’animazione ‘fantastica’, ‘Il pianeta perfetto’ artigianato puro e testo satirico, e un gioco su topica borghese nevrosi cittadina, il parcheggio perfetto ,‘Sotto casa’. Un bambino rom messaggero d’amore a Napoli fra lingue, vicoli e Museo d’arte contemporanea è il metronomo di ‘Armandino e il Madre’, debutto registico della nota attrice Valeria Golino; un altro bambino, giostraio, é artefice di un colpo di cuore e amicizia non da poco in ‘Jody delle giostre’. Si legano il senso che manca a ‘Rita’ per non essere in balìa di una vita in alto mare e il senso di una vita da concepire che resta tutta fatica della mente per la protagonista (anche regista) di ‘Linea nigra’, film pregnanti per regie originali.
La favola di un nipote Peter Pan resa con gusto e begli attori in ‘Omero bello di nonna’ e una nipote orfana del nonno ma non dei loro momenti insieme nel senza dialoghi folgorante ‘Passing time’. Il sud non banale di giovani che provano ad annusarsi e mischiarsi fra Napoli bene e periferia rap nel lineare ‘Vomero travel’ (il cui regista Guido Lombardi ha vinto quest’anno alla Mostra di Venezia il trasversale Premio per la migliore opera prima oltre a quello del pubblico nella Settimana della Critica) e il sud di una coppia di ventenni che non cedono ai ricatti di una Sicilia matrigna nel più che realistico ‘Salvatore’ dei già affermati gemelli catanesi Bruno e Fabrizio Urso.
Ecco 10 cortometraggi 2010-2011 di peso, profondità, 10 storie italiane senza stereotipi e artifizi, 10 momenti di cinema breve che raccontano un lungo discorso.

Maurizio di Rienzo