Armandino e il Madre

Regia: Valeria Golino

Cast: Denis Nikolic, Esther Garrel, Gianluca Di Gennaro, Iaia Forte

Sceneggiatura: Valeria Golino, Valia Santella

Fotografia: Daria D'Antonio

Scenografia: Antonio Farina

Costumi: Roberta Nicodemo

Suono: Emanuele Cecere

Aiuto regia: Valia Santella

Ideazione del progetto: Benedetto Condreas PesceRosso Comunicazione e Design

Organizzatore generale: Gennaro Formisano

Produzione Esecutiva: Valeria Golino, Viola Prestieri, Riccardo Scamarcio per Buena Onda

Prodotto da Pastificio Garofalo

Sinossi:

Nel cuore di Napoli, vicoli stretti, antichi palazzi e qualche abuso edilizio c’è il MADRE, il Museo d’Arte contemporanea. Il contrasto è forte, gli opposti coesistono fianco a fianco. Armandino ha sei anni, un vero scugnizzo napoletano anche se la sua famiglia ha origini Rom e kossovare.  Per Armandino il Museo è un po’ casa un po’ luna-park, è abituato a scorrazzare in quelle grandi sale fin da quando era piccolissimo. Anche suo fratello Roberto ha una certa fama, soprattutto tra le ragazze che lavorano al Madre. Ha poco più di 20 anni, è furbo, sveglio ed è bello come il sole. Tutti lo chiamano lo “zingaro”. Sara, da poco laureata, è appassionata di Arte Moderna, si è specializzata nel restauro e nella manutenzione delle opere d’arte contemporanea. Da qualche mese lavora al MADRE. Il piccolo Amandino - con un ottimo fiuto per gli affari - si propone da intermediario a fronte di una ricompensa da parte del fratello. Armandino, come un moderno Puck,  dirige i due innamorati, li incanta con la sua ricca gestualità, con la sua simpatia, ben sapendo come alimentare l’amore di Sara e Roberto e come riempire il suo portafoglio.